Il nuovo anno


Il nuovo anno porta con sé un desiderio di rinascita. L'abitudine, troppo spesso esagerata e pericolosa, di salutare il nuovo anno abbandonando il vecchio con fuochi e petardi indica il voler guardare al futuro lasciando il passato. Dal nuovo anno ci aspettiamo in generale qualcosa di meglio, che la nostra vita prenda finalmente la piega che stiamo aspettando da molto...ma botti e grandi abbuffate rischiano di vanificare tutto. Con ciò non sto affermando di eliminare le feste con gli amici, giammai! Ma solo di non perdere di vista l'aspetto più interiore del nuovo che ci attende e del nostro riporre fiducia in quelle presunte e speranzose occasioni che ci capiteranno. È anche vero che all'ultimo dell'anno ci si vuole liberare di quelle cose che ci hanno appesantito la vita: per tutti questi aspetti il nuovo anno può diventare un'opportunità interessante, ma in certi casi il nuovo può farci paura. La crisi economica che fa sentire la sua coda, le previsioni di nuove difficoltà e le sensazioni negative che accompagnano tutto ciò possono crearci sfiducia nel futuro e allora, senza eliminare la tradizione, non limitiamoci ad esempio a mangiar lenticchie per il loro significato popolare del portare guadagni, ma mangiamole pensando a quanto fanno bene (contengono sali minerali, vitamine, pochissimi grassi e proteine), creano allegria se accompagnate da un buon bicchiere di spumante e qualche stella filante sul lampadario del salotto: il tutto in compagnia del vostro compagno, marito, fidanzato, un'amica sincera... tanti amici o chi volete. Così ci prepariamo per il nuovo anno liberandoci anche dai luoghi comuni e quindi più propensi a cogliere le occasioni nuove.
Buon 2020 a tutti e che sia l'anno della rinascita per ognuno! 
Maria Giovanna Farina

Un regalo inaspettato


Capita di ricevere regali inaspettati, nel periodo natalizio è più facile, e di trovarsi nella situazione di non poterli ricambiare. Cosa fare in casi come questi?
A volte si ricorre al riciclo di qualche oggetto con l'inconveniente di fare brutta figura, spesso ciò che ricicliamo è qualcosa che ci è poco gradito e se non è di nostro gusto è possibile che non lo sia anche per l'altro; in questo caso è meglio abbandonare il proposito per non correre il rischio che il nostro comportamento possa essere percepito anche al di là dell'evidenza.
In ogni caso il riciclo è qualcosa da attuare con molta attenzione: dobbiamo essere sicuri di andare incontro ai gusti di chi lo riceve. Una bottiglia di buon vino è un ottimo regalo, ma perde ogni valore se chi lo riceve è astemio. Quindi, se il regalo ci giunge inaspettato, non entriamo in allarme esternando il disappunto per non averci pensato prima, ma godiamoci quel momento e con uno slancio di altruismo pensiamo che l'altro ci sta facendo un dono, sta donandoci qualcosa di sé.
Ricordiamoci che quando doniamo, qualcosa di noi si fa dono, il vero regalo è qualcosa che ci rappresenta trasmettendo emozioni e sentimenti.
Un regalo affrettato e impersonale può al contrario rappresentare le nostre parti meno nobili, perché esternarle così palesemente?
Di conseguenza quando riceviamo un dono da qualcuno dal quale non ce lo aspettiamo possiamo ben comprendere che solo cercando di metterci nei suoi panni eviteremo di farlo rimanere male, sì, perché si rimane male quando ad un atto di generosità si risponde pensando solo a se stessi.
Non preoccupiamoci di non avere nulla da dare in cambio: in un'altra occasione, che non deve essere necessariamente per Natale, potremmo ricambiare in modo spontaneo. E allora sarà molto soddisfacente per tutti.

Maria Giovanna Farina


IN CUCINA CON SOCRATE: TROVARE SE STESSI… IN CUCINA



Cucinare con filosofia è possibile se diamo a quest’arte il compito di liberare noi stessi attraverso la fantasia del mettere insieme vari elementi. Tornando a casa la sera apriamo il frigorifero e…un ciuffo di insalata, un mucchietto di piselli o altro che riteniamo adatto. Versiamo il tutto nell'acqua della pasta che sta per bollire. Nel frattempo tagliamo a dadini un pomodoro maturo e qualche pezzetto di formaggio (mozzarella o formaggio leggero che abbiamo in casa). Quando la pasta è cotta, scoliamola e uniamo il pomodoro e il formaggio (si possono aggiungere gamberetti, o vongole o… fantasia e se siete vegetariani i fagioli di soia). Mescoliamo velocemente e condiamo con olio extravergine e un po’ di erba cipollina. Peperoncino ed aglio se graditi: ognuno può aggiungere aromi o ingredienti a seconda della propria ispirazione. Spolverare con formaggio grattugiato se vi piace l’idea. Questo è il metodo, la ricerca degli ingredienti è, e deve essere, personale. Se si entra in cucina con Socrate, io l’ho fatto e lo continuo a fare da tempi remoti, si acquisisce un metodo per trovare anche qui se stessi. Il piatto sarà l’espressione più intima, vera, meravigliosa di noi. Una specialità culinaria da gustare prima in solitudine, gli esperimenti si fanno sempre da soli, e poi da condividere con chi amiamo. Piatto dopo piatto, giorno dopo giorno, entrare in cucina diverrà una gioia anche per chi crede di essere incapace. 

Maria Giovanna Farina

Lo sbadiglio selvaggio


Tutti i vertebrati sbadigliano, dai pesci all'uomo. Non entrerò in aspetti psicologici, sappiamo quanto sbadigliare sia contagioso, e neppure in quelli medici, resta il fatto che sbadigliare è un'abitudine, una comunicazione, un modo di dire che siamo annoiati, non abbiamo digerito, abbiamo sonno e tanto altro che gli scienziati scopriranno.
Personalmente sono colpita dallo sbadiglio selvaggio, quello di quando sei difronte allo “sbadigliatore” e riesci a vedere le tonsille e tutte le capsule che il dentista gli ha messo nel corso degli anni. Questo soggetto non si crea problemi sia che si trovi in metropolitana, in ascensore o al supermercato: l'istinto parte, lo sbadiglio è un riflesso non controllabile, ma ti accorgi quando ti viene su per la gola. Mentre sto scrivendo sono così immersa nell'argomento che non riesco a smettere di sbadigliare e devo continuamente interrompere la scrittura per obbedire all'interdizione. Un tempo, ricordo dall'infanzia, ci avevano insegnato a mettere la manina davanti la bocca perché non sta bene spalancare le fauci in pubblico con tutti lì ad osservarti. Il leone, il gatto, il cane e lo scimpanzé se lo possono permettere ma noi umani no. Purtroppo oggi se lo sono dimenticato in tanti e per questo ho una fornita casistica delle cavità orali umane. Attualmente va di moda lo sbadiglio selvaggio e come tutte le mode dovrebbe passare e andare oltre. Speriamo!

Maria Giovanna Farina

Il Natale della concordia a tavola



Il Natale è per tutti la festa della concordia, ci si dovrebbe amare gli uni con gli altri per festeggiare questa ricorrenza che coinvolge credenti e non, ma come sappiamo non è sempre così. Durante il banchetto con i parenti possono emergere vecchi rancori e nuovi dissapori e per non lasciarsi assalire dalla preoccupazione c'è qualcosa da fare per allontanare alla radice l’eventualità. A parte i soliti suggerimenti come non far sedere vicini a tavola due partecipanti in disaccordo o fare in modo che non si torni su certi argomenti, io propongo di partire dal menù. È sempre più possibile che al nostro banchetto siedano carnivori e vegetariani: il problema di cosa cucinare diventa allora di primaria importanza. Cimentandovi con la ricetta che vi propongo, e che riproporrò quest'anno ai miei commensali, create la pace tra opinioni divergenti. Lasagne vegetariane che sembrano cucinate con il ragù di carne, naturalmente i vegetariani vanno avvertiti in anticipo! A pranzo ultimato svelerete il vostro segreto e nessuno ci crederà. Soprattutto avrete messo in pratica il filosofo che c'è in voi anche a Natale con un piatto che diventa simbolo della fratellanza. Facendo prevalere l'Amicizia sull'Inimicizia, vi sarete rifatti al filosofo Empedocle vissuto nel V sec. a. C. anche se al banchetto Natalizio non si è mai potuto sedere per ovvi motivi storici. Buon Natale e buon appetito!
 INGREDIENTI
Procedere come una normale pasta al forno: per 4 persone
Foglietti di pasta fresca
Besciamella (o mozzarella a dadini)
Parmigiano grattugiato
Ragù di soja (bocconcini di soja disidratata g. 100 x 4 persone)
PER IL RAGÙ :
soffriggere la cipolla con un cucchiaio di olio e una noce di burro, unire la soja precedentemente bollita per 15 minuti in brodo vegetale e poi asciugata e tritata. Fare rosolare il composto e aggiungere vino bianco q.b. lasciare evaporare e procedere con la salsa o i pomodori pelati. Coprite con del brodo vegetale ottenuto con la bollitura della soja, aggiungere una grattatina di noce moscata. Lasciate cuocere a fuoco molto lento per due ore. Se fosse troppo asciutto aggiungere un poco di brodo.
PER LA PASTA:
se si fa in casa procedere con le ricette tradizionali oppure usare quella già pronta dopo averla scottata due minuti in acqua bollente. Scolarla e asciugarla su un canovaccio.

Quando il ragù sarà pronto procedete a strati alternando pasta, besciamella, ragù e una spolverata di parmigiano grattugiato. Sull’ultimo strato, quello di copertura, distribuire un po’ di ragù e una spolverata di parmigiano: eventualmente qualche fiocco di burro per renderla ancora morbida. Fate cuocere la pasta coperta dalla stagnola per i primi trenta minuti e i rimanenti quindici scoprendola.
 Maria Giovanna Farina

Intervista a Marinella Gagliardi


Burrasca per tre, storia d’amore e thriller, è ambientato ai nostri giorni in un piccolo incantevole borgo ligure. La protagonista è Emma, una scrittrice in cerca di tranquillità, e di una casa editrice che pubblichi il suo ultimo romanzo, l’avventura di suo nonno, un ragazzo del ’99, nella prima guerra mondiale. Emma, dopo un momento idilliaco, per un nuovo, inaspettato amore, si trova coinvolta in eventi del tutto imprevisti... un romanzo quello di Marinella che lascia con il fiato sospeso e che si legge con entusiasmo, felici di proseguire la lettura. Ma per saperne di più ho posto qualche domanda all'autrice.





Nel tuo ultimo romanzo “Burrasca per tre” (Ed. Golem) mescoli amore e thriller, come stanno insieme questi due aspetti?
Questi due aspetti coesistono nel senso che, dopo una prima fase di innamoramento, la vicenda si tinge di giallo: Emma, la protagonista, una scrittrice, è coinvolta casualmente in una serie di eventi tumultuosi e ricchi di suspense. Avrebbe voluto vivere tranquillamente e in isolamento nella sua nuova abitazione sul mare, la casa che ha appena ha ereditato in un pittoresco borgo ligure, e invece la sorte gioca con lei coinvolgendola in situazioni del tutto inattese . 
Burrasca una parola che riporta al mare, elemento da te molto amato, ma allo stesso tempo alla nostra interiorità. Coesistono nel libro queste due burrasche?
Si, questa è un'altra caratteristica del romanzo ma vediamo anche la terza burrasca, vissuta da Nino. È vero, il mare è molto amato da me ma questa volta non lo racconto io in prima persona tramite le mie avventure: in questo romanzo, come suggerisci tu, la burrasca deve essere intesa sia in senso reale che in senso metaforico, infatti una forte mareggiata si abbatte sul borgo nel quale vive Emma, che già deve affrontare un momento interiormente burrascoso. Lo stesso vale per Dali, il protagonista maschile, personaggio misterioso, del quale Emma si innamora: un uomo  affascinante e sfuggente. 
C'è da tener presente che nel corso della narrazione gioca molto l'effetto sorpresa e quindi a volte i fatti sono ben diversi da come sembra che siano. 
La terza burrasca è vissuta da Nino, nonno di Emma, che l'ha cresciuta: la protagonista ha raccontato in un romanzo la rocambolesca avventura di Nino negli ultimi due anni della Prima Guerra Mondiale, e attende con ansia che la contatti una casa editrice per pubblicarglielo. La storia è reale in quanto si tratta del diario che mi ha lasciato scritto mio padre a proposito della sua avventura al fronte, sui monti, come ragazzo del 99: questo libro si presenta quindi come un romanzo nel romanzo, in quanto ogni tanto si inseriscono brani della storia scritta da Emma. E non mancano anche toni autobiografici, sono infatti messe in luce le ansie e le preoccupazioni che agitano gli autori una volta che hanno terminato un'opera e sono in attesa di un editore. 
I diari del nonno di Emma, la protagonista, esistono o sono pura invenzione letteraria?
Ho riportato parola per parola quanto ha scritto mio padre in un fascicolo dal titolo 'Le avventure di un ragazzo del 99': gli avevo promesso che prima o poi avrei raccontato la sua storia che ritenevo  affascinante, e ho mantenuto la mia promessa. È stato estremamente emozionante scrivere sulla scorta delle sue parole che erano lì accanto a me durante la stesura del romanzo come se ci fosse stato ancora lui a dettarmele una per una. Spero di essere riuscita a trasmettere l'emozione che ho provato! Ma prima di tutto quelle provate da quel ragazzo diciottenne mandato allo sbaraglio al fronte! 
Quanto è importante tenere un diario?
Il diario è la memoria storica di una persona... quanti momenti, dati importanti, situazioni ci sfuggono e si dimenticano, dunque fissiamoli, pronti a recuperarli quanto ci servono o ci interessa di rispolverarli. 
Il tuo romanzo contiene tanti ingredienti davvero accattivanti, al di là di ciò perché dovremmo leggerlo?
Per emozionarsi con vicende, anche reali, ricche di suspense e di colpi di scena.


con l'editore al Book Pride di Genova