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Visualizzazione dei post da Aprile, 2018

Catarina e la porta della verità

Catarina e la porta della verità, romanzo di Maria Giovanna Farina e Max Bonfanti. Collana: Le Relazioni

Scrivere è una ricerca ed una scoperta, la scrittura a quattro mani è un’esperienza rigenerante. Così è stata la creazione poi la stesura del romanzo “Catarina e la porta della verità”, ed. Rupe Mutevole, il primo di una collana che ho il piacere di dirigere; la collana si in titola “Le relazioni” e si propone di raccontare ogni relazione che noi esseri umani viviamo non solo con le persone ma anche con gli animali e gli oggetti. Tornando alla scrittura a quattro mani, è stata una scommessa condivisa col collega filosofo Max Bonfanti. Scrivere insieme è stato mettere in pratica il confronto tra i generi, che tanto mi sta a cuore, per dare alla storia narrata l’equilibrio e la completezza che maschio e femmina insieme possono donare. Questo ci siamo proposti e questo abbiamo realizzato, ma non senza fatica. Il vero confronto porta allo scontro che, se condotto con civile comprensione …

Ascolta il tuo corpo

Ippocrate di Cos, padre della medicina moderna, aveva compreso già nel V secolo a.C. l’importanza dell’influenza della mente sul corpo gettando le basi della moderna Psicosomatica. Facendo un salto e giungendo al XVII secolo incontriamo Renato Cartesio che a detta di molti avrebbe inferto un duro colpo d’arresto a questo progresso con la sua divisione dell’uomo in res cogitans et resextensa. Non credo che il fine di Cartesio fosse quello di creare una separazione tra mente e corpo,ma se così fosse ricordo che il vero filosofo, amando la sapienza-conoscenza, non prende nessuna idea per buona, ma la analizza in modo razionale cercando di salvare ciò che è utile ed eliminando ciò che è dannoso per l’uomo. E’ sottinteso che per il filosofo le teorie sono suscettibili a cambiamenti. Possiamo quindi asserire che la mente è separata dal corpo quando c’è carenza di “ascolto del corpo”. Il corpo non mente, analizzando i suoi comportamenti possiamo capire meglio i nostri interlocutori. Il mio s…

Ascolta il tuo fiuto

L’olfatto è un importante mezzo di comunicazione che ci mette in contatto con il mondo. Ci sono aromi che ci attraggono positivamente come quello del pane appena sfornato o il profumo di certi fiori, per giungere all'essenza che ci spruzziamo prima di uscire di casa. Ci sono odori che ci mettono in allarme come quello di bruciato, questo richiamo olfattivo è in grado di attivare le paure più ataviche come quella del fuoco. Un odore possiede anche la capacità di renderci allegri o tristi a seconda dell’evento a cui lo associamo: se ci conduce con la mente nel passato può ad esempio ispirarci nostalgia. Ai fini specifici delle relazioni con gli altri, l’aspetto più interessante dell'olfatto come organo di senso è la sua capacità di captare i messaggi non verbali della comunicazione. Gli odori che appartengono ai nostri interlocutori sono un mezzo utile per conoscerli meglio. Chi ad esempio si spruzza molto profumo può voler comunicare il desiderio di prevaricare l’Altro, ma non …

Profumare o puzzare, due facce della comunicazione

Durante la convivenza quotidiana (a casa come al lavoro) spesso ci troviamo a subire passivamente alcuni messaggi che gli altri ci trasmettono più o meno consapevolmente, pensiamo alla puzza che emana chi non si lava, ma anche all’eccessivo profumo o ai tatuaggi, ai piercing esibiti o celati anche sui genitali. Sono casi differenti, ma tutti possono considerarsi messaggi non verbali. Chi puzza, a volte senza rendersene conto, vuole allontanare gli altri o attirare la loro attenzione in modo negativo (vuole apparire come vittima), chi profuma tanto da invadere i locali in cui vive desidera farsi notare e imporre la sua presenza, oppure desidererebbe essere un leader. Al di là dei loro significati simbolici, questi messaggi invadono le nostre vite occupando spazi e condizionando le nostre scelte. Se l’eccessivo profumo del mio vicino di scrivania non fosse di mio gradimento, mi potrebbe provocare nausea o mal di testa e la mia vita al lavoro sarebbe penosa. Ed è qui che deve intervenire…