IN CUCINA CON SOCRATE: FRITTATA AL COUS COUS



Frittata al cuscus: integrazione a tavola
Le solite frittate ci sono note, le più gettonate e di antica memoria sono quelle con gli spinaci o le zucchine. Dopo aver mangiato a casa di un filosofo una frittata con gli spaghetti mi è venuta l’idea di provare a cucinarne una col cuscus ed è venuto un piatto davvero gustoso. Basta poco per andare d’accordo con chi è diverso da noi: voglio sperare che basti aggiungere un semplice ingrediente come il cuscus ad una frittata.
Ingredienti per 4 persone:
  • 8 uova
  • 150 gr di cuscus crudo
  • 100 gr di caciotta a dadini o formaggio saporito
  • 80 gr di salame al peperoncino tagliati a dadini molto piccoli
  • Per insaporire: a piacere olive nere, erbe aromatiche, capperi… ognuno secondo gusto e fantasia.
Preparare il cuscus seguendo le istruzioni riportate sulla confezione, incorporarlo alle uova sbattute a cui avete aggiunto tutti gli ingredienti, il sale non serve perché lo avete già messo nel cuscus. Procedere per la cottura come una normale frittata. Per i vegetariani si può sostituire il prosciutto con uvette, pinoli e/o una verdura a scelta: il risultato è ottimo. Chi non volesse friggere, può cuocere in forno a 180 gradi per 30 minuti. Da gustare anche fredda. 

Maria Giovanna Farina


IN CUCINA CON SOCRATE: CARBONARA DELICATA



I carbonari, li ricordate? Erano una società segreta che agiva in clandestinità per la patria nell’Ottocento. Noi oggi siamo più liberi di esprimere i nostri dissensi.
La Filosofia è amore e per questa ragione parlo di cibo che altro non è se non amore per noi stessi e per gli altri. Mangiare in modo equilibrato scegliendo ingredienti genuini, cucinare e condividere il nostro prodotto sviluppa le nostre migliori migliori risorse. Amiamo e amiamoci dunque, anche a tavola!
Questi spaghetti riecheggiano la nota pasta alla carbonara, ma visti gli ingredienti è molto più leggera per il basso contenuto di grassi, per le calorie e il procedimento di cottura: quindi è adatta alla nostra vita frenetica e per pensare… proprio perché non appesantisce la digestione!
Ingredienti (per 4 persone):
  • 350 gr di spaghetti
  • 200 gr di ricotta
  • 3 uova
  • 100 gr prosciutto a pezzetti
  • olio e.v.o.
  • formaggio grattugiato
Cuocete gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolate lasciando qualche cucchiaiata di acqua e riponete nella pentola di cottura.
Aggiungete uova e ricotta, mescolate per mantecare a fuoco lento finché l’uovo non è cotto ed ha creato con la ricotta una crema.
Infine aggiungete il prosciutto (quello che avete in casa, io metto il crudo).
Servire con una spolverata di formaggio grattugiato, meglio il pecorino. Se vi piace aggiungete il pepe. E se volete mangiarne di più, aumentate le dosi degli ingredienti! 

Maria Giovanna Farina


In caso di Apocalisse



Giulia Bertotto ha pubblicato il suo primo libro ed è poesia. “In caso di Apocalisse” (ed. EscaMontage) non è una scrittura poetica appresa da altri poeti, ma è la sua personale scrittura poetica filosofica. Con uno stile del tutto personale, originale nei temi trattati e nel modo di “far giocare le parole”, Giulia ha donato ai lettori parole originarie scaturite dall'esperienza e dall'incosciente appartenenza ad un universo che ci contiene ed ha potere su di noi. Non siamo mai identici a noi stessi, siamo in ri-cerca, siamo figli della materia, ma siamo anche altro dalla sola aggregazione di atomi. La Filosofia è maestra? Certamente è madre delle nostre incertezze, ma è anche capace di renderci sempre puri esseri in meraviglia appassionati della nobile cura della nostra origine.

Di seguito una poesia tratta dal libro che mostra il valore della pratica filosofica:

Filosofia in tasca

Filosofia in tasca
Ho un’edizione economica in tasca
in caso di emergenza leggere Seneca
per dubbi dilanianti rivolgersi a Cusano
se non mi sento al sicuro
ho una maniglia antipanico,
si chiama Epicuro.
Per ridimensionare un dolore
somministrare l’infinito di Bruno

il metodo è dialettica, l’arte filosofia pratica!


Maria Giovanna Farina






Dio esiste? I filosofi si sono interrogati da molto tempo

Opera di Flavio Lappo
Si può dimostrare l'esistenza di Dio? Una domanda molto impegnativa a cui nel corso dei secoli anche i filosofi hanno tentato di rispondere. L'argomento della fede in Dio credo sia imprescindibile e per questo lo tratto sul L'accento di Socrate che ha il compito di far riflettere su ogni relazione umana. L'argomento è vasto e sarebbe riduttivo fare un discorso generico, mi limito qui ad introdurre la prova ontologica. Ontologico è un termine che si riferisce all'essere in quanto tale e la prova ontologica dell'esistenza di Dio ritiene Dio un essere immensamente perfetto che di conseguenza deve possedere necessariamente l'attributo dell'esistenza. Notissima è la prova ontologica di S. Anselmo d'Aosta (Aosta 1033 – Canterbury 1109), filosofo, teologo e arcivescovo di Canterbury. Ma prima di avventurarci nell'argomento di Anselmo facciamo un passo indietro nel VI secolo a. C. per incontrare il filosofo Parmenide di Elea e comprendere come il problema dell'essere sia molto antico. Parmenide sostenne un noto argomento che tanto fece riflette Heiddegger: l'essere è e non è possibile che non sia. In più disse che le caratteristiche dell'essere sono immutabilità, eternità, perfezione, sfericità (che per gli antichi era sinonimo di perfezione). Possiamo dedurre senza troppa fatica che pensare un oggetto ne dimostra la sua esistenza. Da questo terreno culturale prende le mosse la prova ontologica di S. Anselmo d'Aosta. Anselmo dal punto di vista filosofico si ispira a S. Agostino e ritiene fede e ragione come due momenti che conducono insieme alla conoscenza di Dio. La sua prova ontologica per dimostrare l'esistenza di Dio consiste in questo: l'esistenza di Dio si deduce dal concetto di Dio come ente di cui non si può pensare nulla di più perfetto, se non esistesse mancherebbe dell'attributo dell'esistenza il che sarebbe in contraddizione col concetto di essere perfettissimo. In altre parole, Dio è un essere perfetto ed esiste proprio perché in quanto perfetto non può avere una carenza così enorme come la non esistenza. L'argomento fu criticato dal suo contemporaneo Gaunilone per il "salto” che Anselmo avrebbe fatto dal piano logico a quello ontologico e dai filosofi che si sono succeduti, mentre tra i più noti sostenitori della tesi di Anselmo troviamo Cartesio e Leibniz.
Per avventurarsi in un tema così impegnativo e vasto credo si debba aver ben chiaro da quale punto di partenza abbia preso le mosse filosofiche la questione dell'esistenza di Dio: dopo la presa di coscienza e conoscenza si può appoggiare o sconfessare la prova ontologica.

Maria Giovanna Farina