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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2018

La timidezza si può vincere

La parola timidezza deriva dal verbo latino timère, ha a che fare perciò con la paura e il timore. Chi è timido si sente bloccato nei rapporti con gli altri e lo dimostra anche con reazioni fisiche: può diventare rosso in volto, e poi sempre più rosso per la vergogna di essere notato, può balbettare o avere una eccessiva sudorazione delle mani... Il timido è sostanzialmente un insicuro che ha poca fiducia nelle proprie risorse, perciò si crea tante difficoltà quando deve affrontare qualcuno, soprattutto se è coetaneo e dell’altro sesso dove la possibilità di essere fraintesi gioca un ruolo decisivo: ciò lo conduce spesso a comportamenti asociali che rendono un’immagine di sé falsata. Un timido può essere esitante nello stringerti la mano, non ti guarda negli occhi quando ti parla, giunge persino a non salutarti se ti incontra per strada. A volte, per reazione, usa un linguaggio scurrile per mascherare la propria timidezza, l’altro però lo interpreta come arrogante e maleducato. Ciò sp…

il collezionismo

Quando il collezionismo occupa eccessivamente lo spazio degli altri diventa un ostacolo per la vita in comune. È interessante considerare l’oggetto che si sceglie: spesso è casuale, ma in tanti casi dice molto dei bisogni della persona, comunica qualcosa di importante da non sottovalutare e se continua non è più casuale. Ma cosa è il collezionismo? Ognuno di noi ha iniziato almeno un volta nella vita una raccolta, a partire da quella di figurine nell’infanzia per giungere ad oggetti di vario tipo da adulti. I pezzi di una collezione possono essere di materiale prezioso ma anche di plastica, per il collezionista non ha alcuna importanza il componente, ciò che conta è l’oggetto e le sue svariate rappresentazioni. Riflettendo possiamo subito dedurre che chi colleziona si appropria di copie diversificate, anche minimamente, della stessa cosa. Il suo desiderio è possedere sempre più oggetti, i più rari, i più strani, quelli che non possiede nessuno, è un po’ come dire “Io sono arrivato a …

Alzi la mano chi non ha mai detto una bugia?

Le bugie fanno parte della nostra vita quotidiana, non hanno sesso né età: alzi la mano chi non ne ha mai detta una? Ci sono bugie involontarie e bugie volontarie. Qualche anno fa la Cassazione ha stabilito che non è reato dire bugie per difendere l’amante, difendere cioè il suo onore dal pubblico dileggio. Questa può considerarsi una legalizzazione del mentire? Direi di no, è solo un richiamo all’onore e alla privatezza della persona quando per la legge non ci sono di mezzo fatti gravi. La cosa che a noi interessa è il mentire per il gusto di farlo al di là del bisogno di scagionare. Per questo motivo osserviamo i nostri bambini e il loro rapporto col mentire. Chi ama raccontare tante panzane lo fa spesso per realizzare un desiderio che può essere quello di, almeno nella fantasia, vivere una vita gratificante e allora racconta di essere un pilota, una modella o amico/a di un vip. Raccontare le bugie è un’arte, sono necessari alcuni requisiti: 1) avere ottima memoria per non cadere in…

Non generalizziamo

La generalizzazione è un atteggiamento anti-filosofico, portando il discorso nel quotidiano possiamo affermare ad esempio: se un uomo ci ha tradite non significa che tutti gli uomini sono traditori o se un'insegnante tratta male i bambini non vuol dire che le insegnanti sono tutte streghe di Biancaneve. Generalizzare è sbagliato, lo affermava anche con il suo libro La formazione dello spirito scientifico il filosofo del '900 Gaston Bachelard, perché ogni individuo, pur avendo tante caratteristiche in comune con i suoi simili, è un mondo a sé e ciò che va benissimo per un soggetto non è detto sia adatto per un altro. Pensando alle feste natalizie appena trascorse e alla malinconia che ad alcuni di noi hanno lasciato o addirittura hanno provocato durante il loro svolgimento, cerchiamo di dare una risposta partendo da un discorso generale, ma non generico né generalizzante, sulla possibile causa delle nostre tristezze. Proviamo a chiederci: non sarà che la realtà è troppo diversa…