Il tempo è adesso


Acrilico su tela di Flavio Lappo
Pian piano le vacanze volgono al termine un po' per tutti. Chi passa, o è passato, da Roma può incontrare un monumento filosofico: la colonna di Marco Aurelio innalzata per celebrare, dopo la sua morte, le vittorie dell'imperatore romano Marco Aurelio (121-180). La colonna alta circa trenta metri, fu posta in una piazza corrispondente all'odierna piazza Colonna dove ha sede Palazzo Chigi. Il monumento è coperto di bassorilievi che rappresentano scene delle battaglie di Marco Aurelio, l'imperatore filosofo costretto dal suo incarico a governare e a diventare guerriero: tutto a discapito della tanto amata filosofia di cui prediligeva lo Stoicismo fautore di una vita austera. Portò comunque avanti la sua missione cercando di migliorare la vita dei cittadini e degli schiavi. La Colonna ci ricorda lui e in particolare desidero soffermarmi su un suo scritto considerato un testamento spirituale: “Dialoghi con se stesso”, dove rende onore a tutti coloro che gli sono vissuti accanto, anche ad un amico quando gli insegnò che “parlando o scrivendo una lettera a qualcuno, non dire spesso e senza una ragione stringente -non ho tempo-”. Non ho tempo, è un'affermazione molto diffusa anche oggi, non è una novità della vita contemporanea, è un escamotage, un modo per sfuggire dagli obblighi e pensare solo a se stessi. Ai tempi dei Romani la vita aveva sicuramente dei ritmi più a misura d'uomo rispetto ai nostri, questo ci fa comprendere che la frase è una scusa che non va mai fuori moda. Dire non ho tempo non ha significato se non si completa con coraggio la frase dicendo: “Non ho tempo per te”. Esiste uno spazio che noi riempiamo di fatti ed avvenimenti seguendo un ordine di priorità (viene prima il tempo per il lavoro rispetto a quello per fare la spesa), se affermiamo di non avere tempo, implicitamente poniamo l'interlocutore in una posizione svalutativa, è come se gli dicessimo: “Tu vali meno di qualcun altro, per te non ho spazio”. Figuriamoci se questa affermazione è indirizzata ad un figlio o ad una persona cara. Perciò non scordiamo un filosofo che dette valore “all'avere tempo”, non scordiamo che il tempo è adesso, rimandare significa perdere il momento attuale senza offrire la nostra attenzione a chi amiamo in cambio di un incerto domani in cui, forse, non avremo ancora tempo!
Maria Giovanna Farina

Commenti