Il Natale della concordia a tavola



Il Natale è per tutti la festa della concordia, ci si dovrebbe amare gli uni con gli altri per festeggiare questa ricorrenza che coinvolge credenti e non, ma come sappiamo non è sempre così. Durante il banchetto con i parenti possono emergere vecchi rancori e nuovi dissapori e per non lasciarsi assalire dalla preoccupazione c'è qualcosa da fare per allontanare alla radice l’eventualità. A parte i soliti suggerimenti come non far sedere vicini a tavola due partecipanti in disaccordo o fare in modo che non si torni su certi argomenti, io propongo di partire dal menù. È sempre più possibile che al nostro banchetto siedano carnivori e vegetariani: il problema di cosa cucinare diventa allora di primaria importanza. Cimentandovi con la ricetta che vi propongo, e che riproporrò quest'anno ai miei commensali, create la pace tra opinioni divergenti. Lasagne vegetariane che sembrano cucinate con il ragù di carne, naturalmente i vegetariani vanno avvertiti in anticipo! A pranzo ultimato svelerete il vostro segreto e nessuno ci crederà. Soprattutto avrete messo in pratica il filosofo che c'è in voi anche a Natale con un piatto che diventa simbolo della fratellanza. Facendo prevalere l'Amicizia sull'Inimicizia, vi sarete rifatti al filosofo Empedocle vissuto nel V sec. a. C. anche se al banchetto Natalizio non si è mai potuto sedere per ovvi motivi storici. Buon Natale e buon appetito!
 INGREDIENTI
Procedere come una normale pasta al forno: per 4 persone
Foglietti di pasta fresca
Besciamella (o mozzarella a dadini)
Parmigiano grattugiato
Ragù di soja (bocconcini di soja disidratata g. 100 x 4 persone)
PER IL RAGÙ :
soffriggere la cipolla con un cucchiaio di olio e una noce di burro, unire la soja precedentemente bollita per 15 minuti in brodo vegetale e poi asciugata e tritata. Fare rosolare il composto e aggiungere vino bianco q.b. lasciare evaporare e procedere con la salsa o i pomodori pelati. Coprite con del brodo vegetale ottenuto con la bollitura della soja, aggiungere una grattatina di noce moscata. Lasciate cuocere a fuoco molto lento per due ore. Se fosse troppo asciutto aggiungere un poco di brodo.
PER LA PASTA:
se si fa in casa procedere con le ricette tradizionali oppure usare quella già pronta dopo averla scottata due minuti in acqua bollente. Scolarla e asciugarla su un canovaccio.

Quando il ragù sarà pronto procedete a strati alternando pasta, besciamella, ragù e una spolverata di parmigiano grattugiato. Sull’ultimo strato, quello di copertura, distribuire un po’ di ragù e una spolverata di parmigiano: eventualmente qualche fiocco di burro per renderla ancora morbida. Fate cuocere la pasta coperta dalla stagnola per i primi trenta minuti e i rimanenti quindici scoprendola.
 Maria Giovanna Farina

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